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A Perugia è iniziato il grande show di Vital Heynen! In un solo giorno l'allenatore della Sir Safety conquista tutti

di Redazione Perugia24.net
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Come racconta la Gazzetta dello Sport, quando ha iniziato la carriera di allenatore Vital Heynen si era prefissato di inseguire tre sogni. “Dopo aver coronato il primo, diventando campione del mondo con la Polonia, ora lavoro affinché il 2020 possa regal arm i gli altri due sogni. Volete sapere quali sono? Vincere l'oro olimpico e il campionato più bello ed affascinante del mondo, che è per tutti coloro che amano la pallavolo è quello italiano”. Ha le idee chiare il nuovo allenatore della Sir Safety, che, seppur sbarcato a Perugia da appena due giorni, sembra essere già uno di casa. E non solo perché ha scelto di percorrere a piedi il tratto dalla sua nuova casa sino al PalaBarton (un tragitto di quattro chilometri), ma perché è destinata a diventare un'abitudine vederlo ridere e scherzare con tutti. Si è presentato in una conferenza stampa mostrando già un discreto italiano (“in questi tre mesi ho studiato molto, perché ritengo che conoscere la lingua sia una forma di rispetto verso il paese in cui si vive e si lavora” - ha spiegato). In questi tre giorni di permanenza a Perugia allena solo tre giocatori (Piccinelli, Ricci e Zhukouski ) e d omani ripartirà per gli impegni con la nazionale polacca, per poi tornare in Umbria solo a metà ottobre. Quando però a fine maggio il presidente Gino Sirci lo ha contattato la prima volta, la risposta è stata quella di “ scegliere un altro allenatore”, per non tradire la promessa fatta alle sue quattro donne (una moglie e tre figlie) di trascorrere l'inverno insieme a loro. “Ma sapevo – ha rivelato il tecnico - che se Gino avesse insistito non sarei stato capace di dir gli di no, perchè sono convinto che con Perugia si possa puntare a vincere la Superlega italiana. Per trovare un accordo la trattativa è durata non più di 35 secondi, perché il problema non sono mai i soldi. Se penso che io li prendo per fare quello che mi piace e per coltivare quella che è la mia passione, dico che sono anche troppi. A volte mi sembra che vengo pagato solo per parlare. Ma questo non ditelo al presidente… Con lui ho trovato subito un grande feeling, visto che abbiamo entrambi la stessa passione e soprattutto la stessa voglia, che è quella di vincere”.

Leon potrebbe aiutare a coronare questi due sogni…

“ Non consider o Leon diverso dagli altri. Per me è un giocatore dei 13 che ho a Perugia ed uno come gli altri in nazionale. Io non parlo mai dei sing o li e nemmeno del sestetto, perché il mio è un concetto più ampio ed io voglio essere l'allenatore di una squadra. Ho i miei metodi e dentro di me ho oggi una grande curiosità di capire se questo metodo può funzionare in Italia. Con Fons ( Vranken, il preparatore atletico, ndr) parlo pochissimo, perché io prediligo la tecnica e non i pesi, anche se lo lascio lavorare, perché lui sa cosa fare . Negli altri campionati questo metodo è andato bene, ma qui non lo so ancora”.

Che Sir Safety vedremo rispetto a quella di Lorenzo Bernardi?

“ Bernardi ha vinto tantissimo il primo anno, facendo grandi cose, quando era difficile riuscirlo. Ovunque è poi più difficile confermarsi il secondo anno. Questa è un po' come una regola che si rispetta in molti casi. La mia squadra dovrà limitare al massimo gli errori, perché ritengo che non si vincono le partite solo facendo punti, ma anche evitando di darne agli avversari. Ecco, nel prossima campionato penso che avremo una squadra in grado di commettere meno errori”.

Vedremo una Sir già pronta per vincere la Supercoppa?

“ Io sono un contadino belga e i miracoli non li faccio. Non dovete aspettarveli. In due settimane sarà impossibile dare un'impronta alla squadra e quindi, anche se giocheremo per vincere il trofeo, non potremo essere la squadra che voglio. Ma convinti di voler vincere, questo sì! Datemi almeno sei o sette settimane per un primo lavoro. Sino a gennaio sarà comunque la squadra frutto del lavoro dei giocatori, poi da quel momento in poi potrà essere anche la mia”.

Per lo scudetto Civitanova ancora favorita?

“ Non guardo in casa di altri, perché voglio pensare solo a noi stessi. Noi dobbiamo pensare a giocare bene e quando ci riusciremo avremo raggiunto il nostro obiettivo. Poi si vedrà. Però, certo Civitanova è forte e come pure altre squadre...”.

E' pronto a ricevere cartellini dagli arbitri italiani?

“ Io ho il mio carattere. Ho parlato telefonicamente con tutti i miei giocatori e ho detto loro che i cartellini gialli saranno tutti per me. E' difficile che una partita possa finire senza che io abbia ricevuto un cartellino...”.

Si sente pronto per il campionato italiano?

“ Lo vedremo. Ho tanta voglia di misurarmi con questa nuova avventura. Cinque anni fa Roberto Santilli mi disse che io ero già pronto per la pallavolo italiana, ma che secondo lui la pallavolo italiana non era pronta per me. Ora che sono qui non mi sono fatto questa domanda, ma cercherò di scoprirlo giorno per giorno”.

Ha un allenatore a cui ha scelto di ispirarsi?

“ Io voglio imparare da tutti. Soprattutto da chi è diverso da me. Ad esempio, uscendo dal mondo della pallavolo, mi affascina scoprire un tecnico come Carlo Ancelotti, perché lo trovo un allenatore introverso, mentre io sono l'opposto. Leggendo le sue cose ho cercato di carpirne qualcosa, per farne tesoro per me”.

Ha scelto l'Italia solo per la pallavolo?

“Amo il vostro paese e uno dei miei grandi desideri era di avere una casa in Italia ed infatti ne ho acquistata una in Abruzzo, tra Vasto e Pescara. Questo mi ha permesso di visitare praticamente tutte le vostre città più importanti e scoprire un patrimonio bellissimo. Gli italiani sono gente aperta, niente a che vedere con il Belgio e con altri popoli europei”.

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